Quando impariamo a mentire?

Pinocchio è un personaggio favoloso. Mi piace perché è birichino, ma allo stesso tempo ha un cuore buono. Che peccato che il suo naso debba crescere ogni volta che dice una bugia. Questo piccolo dettaglio affascina la mia bambina di quattro anni e mezzo, Sofia. Alcuni giorni fa leggevamo insieme il libro di Pinocchio, e abbiamo avuto questa conversazione:

M: perché cresce il naso di Pinocchio?
S: perché ha detto una bugia.
M: che bugia ha detto?
S: ha detto “bugia”.
In quel momento ho capito.
M: che cos’è una bugia?
Sofia mi ha sorriso come se avessi fatto una domanda stupida.
Ho pensato che fosse importante spiegarle cosa fosse una bugia, dopotutto la misura del naso di Pinocchio dipendeva da questo.
M: di che colore è il tuo pigiama?
S: è bianco
M: ora, se io dicessi che il tuo pigiama è giallo, quella sarebbe una bugia.
S: ma non è giallo! È bianco!
M: cos’hai mangiato a cena stasera?
S: la pasta.
M: se dicessi che hai mangiato le patatine fritte, quella sarebbe una bugia.
S: posso avere le patatine domani a cena?
No, non stava funzionando. Dovevo provare qualcos’altro.
M: Ieri ho trovato dei cereali incastrati tra i cuscini del divano. Chi li ha ficcati lì dentro?Sofia ha sollevato lo sguardo. Ero sicura che avrebbe dato la colpa a uno dei suoi pupazzi. Invece ha alzato la mano.
S: Sono stata io!
Mi è cascato il mento. Dovevo trovare qualcosa di più serio.
M: Ho notato che qualcuno ha pasticciato il muro della cucina coi pennarelli. Chi mai sarà stato?
Reato punibile con sospensione di cioccolata e caramelle. Di sicuro nessun bambino lo avrebbe ammesso.
S: Lo ha fatto Sofia!
Ho scosso il capo, incredula.

Mia figlia non sa dire le bugie. Non perché sia virtuosa (vedi cereali incastrati e muri pasticciati) ma perché non ha ancora capito il concetto. Questo accade di sicuro anche agli altri bimbi della sua età?

Mi viene da chiedermi come, perché e quando impariamo a mentire. Perché anche se cerchiamo di non farlo, spesso inganniamo noi stessi a volte, non credete?

5 commenti su “Quando impariamo a mentire?”

  1. Rebecca ha 5 anni e dice le bugie. Nessuno le ha insegnato a dirle, non prende il “cattivo ” esempio in famiglia, eppure dentro lei esiste un mondo alternativo che scalpita per uscire fuori. Le sue bugie sono pura invenzione. Non mente per tirarsi fuori dai pasticci, ma per dare più spessore alle sue avventure quotidiane. Così durante la lezione sui dinosauri sono cresciute le liane in aula! Credo che sia un processo naturale della crescita, il modo in cui un bimbo delimita i propri spazi e si crea il proprio vissuto.
    Grazie del post Martina!

    Rispondi
    • Ah Manuela, ma nel caso di Rebecca non credo si tratti di bugie, ma di pura immaginazione. Nell’aula dove si parla di dinosauri sono comparse altre creature fantastiche, e quindi il mondo è ancora più bello e affascinante.

      Quando ero in colonia da bambina raccontavo agli altri bimbi che venivo da un paese dove si faceva tutto al rovescio, camminavamo all’indietro, mangiavamo la minestra con la forchetta, e ci mettevamo i vestiti al contrario, e nessuno metteva in dubbio ciò che dicevo, nemmeno io dopo un po’. Ma non classificherei questo come una bugia, ma pura fantasia, un po’ come quella di Rebecca 🙂

      Rispondi
      • I bambini assorbono direttamente dall’ambiente in cui vivono. Se dicono bugie, qualcuno vicino a loro le dice allo stesso modo. Poi con la crescita si assume consapevolezza e si dicono bugie in maniera cosciente. Il peggio è quando gli adulti si comportano da bambini, cioè nascondono (in realtà evidenziano) atteggiamenti incomprensibili con spiegazioni improponibili. Capita di incontrare persone così, non spessissimo, per fortuna, ma capita. Ti possono fregare una volta per un minuto, senza accorgersi che in realtà fregano loro stessi, isolandosi e diffondendo diffidenza. Mah.

        Rispondi
        • Certo che vivere in un ambiente dove si raccontano troppe bugie deve essere strano, sopratutto per un bimbo, perché se quella è la realtà a cui fare riferimento, chissà che confusione.
          Leggendo il commento di Giulia, è molto difficile stabilire delle regole e dire è sbagliato in assoluto mentire, perché ci sono quei casi dove uno non vuole ferire una persona con una verità troppo cruenta. Cosa possiamo insegnare ai nostri figli e a noi stessi, alla fine? Forse cercare di essere quello che siamo e basta, come propone Giulia. È la cosa più semplice.

          Rispondi
  2. Credo che, come nel caso di Rebecca, i bambini conoscano il potere dell’immaginazione più che le bugie. Le bugie gliele insegniamo noi, cominciando da quelle piccole. “Non dire alla tua amichetta che il suo vestito non ti piace…” “Non dire al tuo compagno che ti sta antipatico…”
    Si comincia per non dispiacere gli altri. Ma i concetti di realtà e verità sono molto più complessi.
    Sono convinta che chi mente in continuazione non stia bene con sé stesso, ed è a questo che dovrebbe pensare.
    Detto questo, quello che possiamo insegnare ai nostri figli è ‘soltanto’ quello che siamo.
    Grazie di questo post, Martina.

    Rispondi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.